4. Le sigle del Marketing – Cosa sono i KPI
Parliamo di KPI. Si tratta di un argomento familiare a chiunque si occupi di strategie aziendali e chi sguazza giornalmente nel mondo del digital marketing non fa eccezione.
Per chi, invece, non ha a che fare tutti i giorni con processi decisionali e definizione di budget, i KPI possono risultare un po’ complicati. Soprattutto se ti trovi a parlarne con lo specialista che hai ingaggiato per ideare la strategia di marketing per la tua azienda.
Ecco perché ne parliamo in questo quarto numero di DSAMD, il Dizionario delle Sigle e degli Acronimi del Marketing Digitale.
KPI cosa sono?
I KPI sono i Key performance Indicators. Il loro compito è dimostrare l’efficacia delle tue strategie aziendali e, nello specifico di questo articolo, delle tue campagne di marketing. Si tratta di valori misurabili, oggettivi da stabilire in fase di progettazione: se passato il tempo prestabilito li avrai raggiunti, allora le tue strategie stanno funzionando.
La caratteristica fondamentale di un KPI efficace è che deve essere SMART:
- Specific. Ovvero devono basarsi su degli obiettivi o delle aspettative precise. Ad esempio, l’obiettivo “aumentare le vendite” è molto generico e sarebbe difficile stabilire e che cosa misurare, quando e come farlo. Molto meglio concentrarsi su qualcosa come: “Aumentare le vendite del prodotto X per il segmento di mercato Y nell’arco di tempo che va da Gennaio a Giugno”.
- Measurable. Se non sei in grado di misurare obiettivamente qualcosa, allora non hai modo di capire se sta andando tutto secondo i piani oppure a rotoli. Ecco perché devi trovare degli indicatori che possono essere analizzati.
- Achievable. No. “Raggiungere quota 3 miliardi di fatturato nel primo anno di lancio della tua startup” non è un obiettivo raggiungibile. I KPI sono utili solo se impostati su traguardi non troppo lontani e concreti.
- Realistic. Gli obiettivi da raggiungere non devono essere né troppo ambiziosi, né troppo semplici. In più devono mantenersi rilevanti nel tempo e, quindi, vanno aggiornati di tanto in tanto.
- Time-based. Qui parliamo di tempismo. È importante definire un piano temporale e circoscrivere la durata degli step della tua strategia. Solo in questo modo potrai verificare se gli obiettivi sono stati raggiunti in tempi ragionevoli.
Quando identifichi i tuoi valori di successo, insomma, ricorda di verificare che siano SMART. Altrimenti non saranno sufficientemente precisi ed oggettivi per arrivare a una conclusione obiettiva.
Partiamo con due classici
Adesso che sai cosa sono i Key Performance Indicators, possiamo scendere nel dettaglio delle sigle utilizzate per indicare i KPI più diffusi per monitorare l’efficacia delle campagne di promozione digitale. Iniziamo parlando di due grandi classici:
- ROI: il Return on Investment è una percentuale che indica il rapporto tra profitto (guadagno generato) e investimento (budget speso). La formula per ottenere il ROI è (Profitto – Investimento) / Investimento x 100. Se il ROI è positivo, allora stai guadagnando. Se è pari a 0, non sei in perdita, ma non stai neppure generando profitto. Se è negativo, è il caso di rivedere la strategia.
- ROAS: il Return on Ad Spend è un’alternativa al ROI utilizzata nell’ambito del marketing
Parliamo un po’ di costi
È importante tenere d’occhio il portafoglio. Qual è la resa del tuo investimento? Vale la pena aumentarlo oppure va bene così come? C’è margine di miglioramento? Questi KPI ti aiutano a monitorare il rapporto tra costo e risultati:
- CPA: Cost Per Acquisition. Si tratta del costo sostenuto per ogni conversione: più è alto, maggiore è la spesa sostenuta e vale la pena chiedersi se il fine giustifica i mezzi.
- CPM: Cost Per Mille Impression. Questo KPI aiuta a valutare il livello di spesa di una campagna, perché mostra quanto costa ciascuna visualizzazione della pagina o del banner pubblicitario.
- CPV: Cost Per View. Si tratta di un KPI riferito alla spesa per ogni visualizzazione di un video pubblicitario.
- CPL: Cost Per Lead. Quanto costa trasformare un prospect in un contatto? Te lo dice questo KPI.
- CPC: Cost Per Click. Nelle campagne di ADV, il CPC permette di monitorare il costo di ogni click effettuato su un banner.
Finiamo con qualche altra sigla utile
Chiudiamo questa quarta puntata di DSAMD con un paio di sigle extra che ti tornerà utile conoscere per definire i KPI delle tue strategie:
- CTR: Click Through Rate. Si tratta del numero di click effettuati sulla tua inserzione diviso per il numero di impression. Se il CTR è basso, significa che gli utenti vedono il tuo banner/post, ma cliccano poco sulla sua CTA.
- BR: Bounce Rate. Quanti utenti abbandonano la pagina in poco tempo senza aver effettuato nessuna azione? Un eccessivo BR può essere sintomo della necessità di un rinnovo dei contenuti o della UX.
Alla prossima puntata!
